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I miei anelletti al forno

19 Set

Torniamo indietro nel tempo…uno dei piatti della domenica che la nonna preparava.
Come dimenticarmi degli anelletti al forno, quando cercavo di mettere ogni anello dentro ogni rebbio della forchetta. E’ stato un dejavu’ vedere che anche mia figlia tentava nell’ impresa!!
Che dire sono rimasti affascinati da questa pasta a cerchio e a me veniva da sorridere.
Mia nonna la teneva molto di più in forno e la faceva abbrustolire un pò, ecco avrei dovuta lasciarla anche io qualche minuto in più sotto il grill, quindi se a voi piace il croccantino, accendete il grill e attendete ancora qualche minuto.

Ingredienti per 4 persone :

350 gr di anelletti
250 gr di polpa di vitello tritata
7 dl  gr polpa di pomodoro ( oppure potete fare il ragù con il concentrato di pomodoro)
200 gr di pisellini surgelati
sedano, carota, cipolla per il soffritto
ciuffo di basilico
50 gr caciocavallo
50 grana grattugiato
Olio
Pangrattato
una confenzione di prosciutto a dadini
50 gr o poco di più di formaggio per pizza ( oppure mozzarella )

Preparate il ragù di carne soffriggendo gli aromi e poi unendo la carne trita. Lasciatela insaporire e poi versate i piselli. Insaporite per circa due minuti e poi unite il pomodoro e salate.  Cuocete per almeno un’ora, se il sugo inizia a restringersi, unite un pò di acqua calda. Aggiustando sempre di sale.
Cuocete gli anelletti.
Sulla mia confezione c’era scritto che dovevano cuocere per 18 minuti. Io li ho lasciati cuocere per circa 14 minuti .
Li ho conditi con il sugo, ho aggiunto sia metà grana che il caciocavallo, ho unito il prosciutto e la mozzarella tagliata a dadini, mescolato il tutto e messo dentro una pirofila imburrata e “infarinata” con il pangrattato per non farla attaccare ai bordi.
Sulla superficie ho spolverato dell’altro pangrattato unito il restante grana.
Ho messo nel forno e cotto altri 10 minuti a 180 gr. Come dicevo consiglio di lasciare anche qualche minuto di grill per donare una buona doratura e croccantezza.

[ Piccola aggiunta extra. Ho rifatto la pasta al forno, su richiesta da parte dei colleghi di mio marito ..
Ecco le foto, ho usato i classici vassoi di alluminio 🙂

Uscita dal forno

primo piano

Anelletti al forno

Anelletti al forno

La pasta che mi è rimasta ( soddisfazione è stata la richiesta del marito ” ma è rimasta un pò di pasta di ieri ?” )
l’ho messa in un coppapasta, riscaldata in forno e poi servita nuovamente l’indomani…quasi quasi più buona della sera prima 😛

NB. potete prepararla il giorno prima quindi e poi scaldarla in forno al momento di servirla !

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Le briosches siciliane

3 Set

Finalmente posso dare la ricetta a Lucia :=) e non solo a lei !!!
Avevo provato a farle ed erano venute buone, ma non mi convincevano, così ho fatto la modifica che pensavo e chiesto a mio suocero le dosi giuste.
Detto fatto!!! mio suocero in tempo record si è fatto dare la ricetta e sono venute buonissime!
Ma con questo impasto, in realtà, non ho fatto solo le briosches, ho preparato dei calzoni al forno farciti con pasta di formaggio per pizza e prosciutto. Mio marito  non era molto convinto che li avessi fattio O.o, poi ci ha riflettuto e ha visto che avevo messo dentro il prosciutto alle erbe che aveva comprato, e allora si è convinto.
Noi le abbiamo gustate con la granita ( per avere la ricetta ahimè dovreste torturare mio marito, è lui il mago delle granite ), i bambini le hanno mangiate vuote.

C’è un segreto per fare un impasto degno di nota siciliana…E’ quello di non usare il burro o la margarina, ma solo, soltamente lo STRUTTO.
Non fate metà strutto e metà burro…tutto strutto. Bè se bisogna peccare, lo si faccia bene .
Dosi per 1 kg di farina

1 kg di farina manitoba ( molino chiavazza )
50 gr di lievito
100 gr di strutto
100 gr di zucchero
20 gr di sale fino
500 gr di acqua

Impastate tuti gli ingredienti fino ad ottenere una pasta morbida. Se è eccessivamente morbida aggiungete un pò di farina 🙂
Lasciate lievitare un ‘ora e poi formate delle palline di circa 50/60 gr.
Lasciate lievitare ancore per un ora e mezza . Spennellate con un uovo sbatutto con un pò di latte e infornate in forno caldo a 220 per circa 10/15 minuti, comunque questo lo vedrete voi stessi appena si colorano per bene 🙂

Ecco la mia mia *_*, il profumo poi è ugualeeee!

NB: Ho fatto metà dose e mi sono venute circa 12 briosche. Con l’impasto avanzato ho preparato un paio di calzoni con formaggio e prosciutto ^_^
Se volete potete fare meno briosche, sopratutto se le fate di sera, e più calzoni .
E’  un impasto non particolarmente dolce, è una sorta ” di panino”  🙂

Briosche siciliana

Cous Cous alla Trapanese

22 Ago

….Chiedo scusa per le foto e se magari non sarò tanto chiara nella spiegazione. Ma non è facile 😉
Sicuramente “vedere e toccare” come preparare il cous cous aiuta parecchio. Ho avuto questa fortuna, perchè per me riuscire a vedere ancora come si fanno certi piatti tipici è una fortuna, di avere mia suocera come insegnante. Una sera, verso le 22.00 si è messa ad incocciare il cous cous, ossia a formare i piccoli granelli caratteristici con la farina di semola. So che si può preparare sia con il bimby che con una normale planetaria. Sinceramente io ho voluto ripetere l’operazione a mano 😛 .
Per incocciare si usa solitamente la mafaradda, un recipiente di terracotta con i bordi ondulati. Ho comprato questa 😀 ed ho comprato una couscoussiera . Se non la trovate basta usare una pentola/ vaporiera come questa della Tescoma, perfetta! dovete avere cura nel controllare che la pentola dove metterete il cous cous aderisca bene alla pentola di sotto, altrimenti il vapore potrebbe fuoriuscire. In caso non preoccupatevi, con farina e acqua preparate un cordone da attaccare per tutto il bordo in modo che il vapore resti contenuto.

Pronti? Allora…
Per il cous cous per 6 persone
500 gr Semola
Acqua

Per darvi i “miei ” tempi…visto che mangiato il giorno dopo il cous cous è più buono , e io avevo ospiti a pranzo la domenica..ho iniziato a preparare il cous cous il venerdì sera tardi.
Nella mafaradda ho messo due pugni di semola e un cucchiaio di acqua

ho iniziato ad incocciare ruotando la mano e “muovendo” le dita con tocco leggero, fino a quando non sentivo formare i granelli. Via via che ruotiamo la mano dobbiamo aggiungere un pò di acqua per mantenere umido e permettere alla semola di staccarsi. Non dovete esagerare con l’acqua ma nemmeno essere tirati.

E’ un gioco un pò di tatto riuscire a capire quando è pronto..

Non so se la foto rende..

Una volta pronto l’ho messo sopra un telo e coperto per tutta la notte .
Il sabato mattina ho preparato il brodo di pesce e cotto il cous cous

Cosa occorre per preparare il brodo.
Prima di tutto il pesce : Possibilmente qualche scorfano, poi merluzzetti, la gallinella, ope , anche l’orata e le triglie…ricordiamoci i gamberetti con tutti i gusci 😛 Potete chieedere in pescheria, io ho fatto un pò e un pò. Ho comprato due scorfani piccoli, una bella orata, qualche triglia e i gamberetti da sgusciare, poi in pescheria mi hanno dato del pesce per brodo.

Ci serviranno degli aromi :
Cipolla
aglio
prezzemolo
un chiodo di garofano
un pò di cannella
pepe nero IN GRANI
peperoncino a piacimento
mandorle senza pelle tritate
polpa di pomodoro o concentrato di pomodoro
due foglie di alloro secco

Ho preparato il brodo in due tempi . Prima ho rosolato la cipolla con l’olio, poi  le mandorle tritate insieme al prezzemolo, tre spicchi di aglio rosola il concentrato di pomodoro, rosolato un attimo e poi ho aggiunto l’acqua ( un litro e mezzo ) il sale, i grani di pepe, l’alloro, un chiodo di garofano una spolverata di cannella . Quando il tutto ha iniziato a prendere bollore  ho unito le teste e i gusci dei gamberetti….
[A questo punto ho iniziato la cottura del cous cous. Ho raccolto e condito il cous cous  con sale e olio a crudo, mescolate bene con le mani facendo attenzione a non schiacciarlo e assaggiatelo spesso di sale, in seguito unito i gamberetti sgusciati . Poi ho messo il cous cous dentro “il cestello” della vaporiera, fatto 4 fori aiutata con il manico del cucchiaio di legno, messo qualche foglia di alloro  e ho portato l’acqua a bollore. Dovete stare attenti e calcolare bene la quantità di acqua che mettete perchè se è troppa il suo bollore può toccare il cous cous inumidendolo e rendendolo poltiglia . Quando il vapore uscirà dai buchi, abbassate la fiamma, coprite i buchi e mettete il coperchio. Deve cuocere per almeno un ora e mezzza. Ogni tanto giratelo con un cucchiaio di legno e delicatamente ]
…Dopo un’oretta ( siamo tornati al brodo ) ho assaggiato cercando di capire se mancava qualcosa, ad es il sale, oppure un pò di spezie. Ho fatto filtrare il brodo e passato nel passaverdure tutti resti delle teste e dei gusci ricavando così proprio il succo. Ho rimesso il brodo nella stessa pentola e unito il succo ottenuto e portato a bollore . Ho unito a questo punto i pesci e cotto per circa mezz’ora.

Cercando di mettere prima i pesci che richiedono tempi di cottura più lunghi e in seguito quelli più teneri e veloci da cuocere.
Ho ri-filtrato il tutto conservando  i pesci cotti . Ecco il brodo

Adesso abbiamo il brodo pronto e anche il cous cous che abbiamo rimesso nella mafaradda. Versate un pò di brodo bollente nel cous cous e girate…dovete cercare di fargli assorbire il brodo, anche qui occhio…non dovete farlo annegare nel brodo di pesce ma nemmeno dovete privarlo anche perchè con il brodo il cous cous gonfierà molto 😛
Una volta fatto assorbire il brodo mettete dei cucchiai di legno di sopra

e coprite con una coperta di lana per trattenere tutto il calore .
Ogni venti minuti controllate, se è troppo secco unite ancora del brodo caldo.
Lasciatelo riposare almeno un’oretta…

A questo punto ho pulito il pesce privandolo delle spine ( ho pulito in realtà l’orata, un merluzzo e lo scorfano) spezzettato e unito al cous cous.


Ad es io una volta freddo, dopo circa 3/4 ore l’ho conservato in frigo e riscaldato l’indomani al momento.
Avevo comrpato qualche cozza e qualche mazzancolla che ho cucinato spadellandoli con del  burro e poi unito come guarnizione :PAccompagnate il piatto con il brodo caldo sul tavolo, ciascuno commensale penserà da solo a servirsene.


Potete anche fare il brodo senza peperoncino e aggiungere un pò di questo in una ciotola con del brodo a parte, c’è sempre a chi piace un pò piccante.
Non è stato facile cercare di spiegarvi il tutto, spero di essere stata almeno un pò chiara, in caso sono qui 😀 per ogni domanda, consiglio, curiosità ecc ecc
E qui con il brodo piccante ( ovviamente non si vede la differenza 😀  ma si sente !!!!)

Tortiglioni con picchio pacchio

10 Giu

Il nome è un pò bizzarro, ma lo era ancor di più quello con cui lo chiamava mia madre : Pic pac!
A distanza di anni ho capito che mia madre voleva censurare il vero nome e il significato… che è le versione volgare dell’organo produttivo femminile!
Questo è uno dei sughi preferiti di mio padre. Ogni volta penso a lui e la sua scarpetta!!! Spesso quando tornava la sera mia madre gli preparava questo piatto, a dir vero lo preparava spesso sia per questione di tempo sia perchè era gradito.Ma è anche uno dei sughi portanti dei pranzi con i familiari. Diciamo che lo sostituiamo al classico piatto ” spaghetti aglio e peperoncino”.

Basta con i ricordi…ecco la ricetta. Ah! visto la presenza di aglio, se non lo gradite sotto i denti, vi consiglio di contare i pezzettini che mettete . Lo so è un lavoro da certosino però vi garantisce l’eliminazione di tutto l’aglio nel piatto !!!

Ingredienti per 4 persone :

Circa 3 spicchi di aglio
10/15 pomodorini ( datterini magari )
Olio extra vergine di oliva
sale
Peperoncino
Basilico ( non l’avevo fresco così ho messo una fogliolina di menta come coreografia )
a piacere un pò di caciocavallo

Facilissimo…

Soffriggere l’aglio tagliato a pezzetti ( losanghe così è più facile eliminarlo ) in abbondante olio. Appena inizia a colorarsi unire i pomodorini tagliati e lasciare che cuocino a fuoco medio basso per circa 15 minuti.


Spolverata di peperoncino, aggiustate di sale . Il sugo è pronto.
Scolate i tortiglioni mantecateli nella padella con il sugo  e il piatto è pronto.
Anche i mie bambini hanno fatto la scarpetta 😀

Parfait di mandorle

9 Mag

Forse la maggior parte di voi riconosce come dolce tipico siciliano ( palermitano ) la cassata e i cannoli…ma nascosto fra questi due capisaldi della pasticceria locale c’è un dolce che è uno spettacolo! Immaginate… un delicato semifreddo corposo ricco di mandorle tostate irrorato da caldo cioccolato fuso..mmm non vi viene l’acquolina solo ad immaginarlo?
Ecco io vi lascio la ricetta e poi mi saprete dire ….
Il successo è assicurato 😉

Ingredienti per circa 12/14 singole porzioni

350 gr di mandorle
mezzo litro di panna da montare fresca
4 uova medio/ grandi ( separiamo i tuorli dagli albumi )
300 gr circa di zucchero ( potrebbe servirne meno a seconda di quanto ne assorbono le mandorle per la tostatura )
cioccolato fondente ( potete usare ancora le uova di Pasqua! )

 

Prendete una grande padella e versate circa due cucchiai di acqua e 150 gr di zucchero, dopo un paio di minuti, quando lo zucchero inizia a sciogliersi bene, unite le mandorle ( se lo zucchero non dovesse bastare aggiungetene ancora ). Girate e rigirate con un cucchiaio di legno ( mi raccomando non a fuoco troppo alto non devono bruciare altrimenti diventano amare ) fino a quando le mandorle non saranno caramellate.

Versatele su un vassoio e cercate ( attenti a non bruciarvi ) staccarle l’una dall’altra mentre si raffreddano.
Una volta fredde mettetele in un robot da cucina e tritatele grossolanamente

 

Montate i tuorli  con il restante 100 gr di zucchero fino ad ottenere una spuma, unite le mandorle e amalgamate il tutto ( tenete da parte qualche mandorla tritata da usare come decorazione )
A questo composto unite gli albumi montati a neve e successivamente, dopo aver mescolato bene, unite anche la panna montata ( io non metterei zucchero, e se per caso comprate la panna già zuccherata diminuirei lo zucchero delle uova )

 

Trasferite il composto in uno stampo grande oppure in monoporzioni come ho fatto io.


Sciogliete il cioccolato a bagnomaria, oppure al microonde e servite il parfeit con la salsa di cioccolato

parfait di mandorle